
L'escursione fatta sabato credo sia una di quelle che creano dipendenza; noi almeno una volta all'anno la dobbiamo fare a discapito delle quasi 6 ore di auto tra A/R da Piacenza.
Ila venerdì pomeriggio è stranamente libera, le previsioni meteo x il sabato sono ottimali, ...telefonata a Paolino, 1/2 giornata di ferie x entrambi e siamo in auto con destinazione Carisolo.
Riusciamo parzialmente ad evitare le solite code di Brescia ed in prima serata arriviamo a Carisolo, dopo aver fatto la classica tappa-pizza a Roncone.
Belli barzotti ci alziamo sabato mattina, guardiamo il cielo e non c'è una nuvola; colazione al volo e siamo pronti x il nostro giro.

Da Carisolo, solita salita sulla strada vecchia x S.Antonio di Mavignola, Madonna di Campiglio e Campo Carlo Magno dove inizia la sterrata che porta ai Rifugi Graffer e Stoppani.
Subito una bella notizia, gli impianti sono chiusi; quindi non dovremmo trovare troppa confusione sui sentieri, soprattutto quello che scende in Vallesinella dove x un bel tratto è obbligatoria la bici a spinta (in discesa).
La sterrata che sale ai Rifugi presenta alcune rampe toste ma l'ambiente in cui si pedala allevia le fatiche.


Rifugi in vista:

Mtb non ne abbiamo incontrata una, in compenso al Rifugio Graffer grande concentrazione di e-biker con i piedi sotto il tavolo.
Ignoriamo i profumi provenienti dalla cucina e risaliamo con alcuni tratti a spinta verso il Rifugio Stoppani:

Al Passo del Grostè (mt 2500) spariscono anche i pochi escursionisti incontrati ed inizia il tratto +"caratteristico" del giro.


Dall'altra parte della valle ci sono sempre belle vedute sull'Adamello:

qualche breve tratto a spinta/spalla:

ma in alcuni tratti si riesce a stare agevolmente in sella:

sempre prestando attenzione a dove si mettono le ruote:




Arriviamo ad un evidente incrocio segnalato dal cartello "Grostè di" dove fulminiamo le nostre barrette allo speck.
Con calma mettiamo le nostre protezioni e siamo pronti x il rientro al Rifugio Graffer; il sentiero passa sulle bianche placche alternando tratti lisci come asfalto a tratti gradonati dove occorre mettere la bici in spalla.


dai Ila che ce la fai!!!


il portage è veramente poca cosa e non pesa assolutamente.

Prestare sempre attenzione ai crepacci e alle profonde fenditure nella roccia:



Il sentiero scendendo, pur restando sempre impegnativo, diventa più ciclabile:

Al Rifugio Graffer la ressa trovata all'andata è sparita e possiamo berci in tranquillità la nostra birretta preparatoria alla bella discesa che ci aspetta.
X la cronaca, come scritto all'inizio, il sentiero che faremo ora è con bike a spinta (vedi cartello di divieto)


Sotto la Corna Rossa:

Il sentiero di discesa è bellissimo sino al Parcheggio in Vallesinella; breve tratto su sterrata x raggiungere le Cascate di mezzo.

Ora le macchine fotografiche finiscono nello zaino e percorriamo tutto il Sentiero dell'Arciduca, sentiero con pochissima pendenza, tutto radici, dove le ruotone 29 ti agevolano parecchio.
Picchiata divertente sino al Vivaio Brenta e x tagli raggiungiamo S.Antonio di Mavignola dove percorriamo il croccante sentiero che taglia la strada percorsa all'andata.
Dopo 45 km e 1900 mt D+ siamo a Carisolo belli cotti ma con ancora stampato in testa l'itinerario percorso.
Il giro è molto gratificante da un punto paesaggistico e molto divertente con discese a tratti impegnative ma mai proibitive.
Questo itinerario va fatto esclusivamente con meteo ottimale e senza fretta e possibilmente non nei classici periodi di Luglio e Agosto dove la presenza umana sui sentieri, grazie agli impianti aperti, è notevole.