Dopo aver conquistato a sorpresa la top 10 su un percorso mitico a nord di Copenaghen, l’appassionato dilettante Gustav Thuesen ha iniziato a riflettere su quanto potesse avvicinarsi alla vetta della classifica.
Una domanda assillante continuava a perseguitare Gustav: se avesse applicato lo stesso approccio metodico e si fosse affidato agli ultimi ritrovati tecnologici, quanto avrebbe potuto ridurre il divario dai professionisti?

a parità di allenamento (che è cmq tanto e al di sopra di una certa età o lo fai di mestiere o non vedo come si possano avere certi carichi) conta la genetica (altrimenti saremmo tutti schurter) e si vede già a quell'età chi è nato per fare quello e chi a certi livelli non arriverà mai.
Infine, anche fra chi ha la genetica fortunata, conta la testa e la capacità di essere al top sempre, che è un altro dono che si può acquisire si ma fino a un certo punto.
Domenica a una gara di Italia Bike Cup (Albenga) uno di questi "predestinati" è caduto mentre era in testa, ha rotto leva freno e staccato la leva telescopico... si è rialzato, ha fatto due giri a ruota del terzetto al comando (facendo le discese con la sella alta) e poi ha sgasato ed ha vinto lo stesso.
Questa è "testa" oltre che "motore". bisogna avere la combinazione di entrambe e sono giustamente pochissimi.